Chi sono
Prima di essere il mio lavoro, questa è stata la mia vita.
Avevo dodici anni la prima volta che mi sono piegato in due per il mal di pancia. Per anni ho pensato che fossi così e basta: c'è chi ha il naso chiuso, io avevo la pancia che era sempre con dolori e coliche.
Poi, all'inizio del 2019, dopo una serie di lutti in famiglia, sono arrivate le prime fascicolazioni: i muscoli, in tutto il corpo, che si muovevano da soli, sotto la pelle, le palpebre che «ballano» tutto il giorno. Poi l'astenia, una sensazione di debolezza profonda, sempre nei muscoli: non riuscivo neanche più a tenere il phon in alto per asciugarmi i capelli per più di qualche secondo. Le prime cose che ho pensato è che fosse qualcosa di serio, di neurologico e soprattutto di irreversibile. Ho fatto diverse risonanze magnetiche, due elettromiografie, non te le auguro... il parere di molti professionisti, cicli di farmaci e integratori, prove di ogni genere. Nel mentre si era messa di mezzo anche una prostatite che non voleva saperne di passare, una infiammazione silente ma molto dolorosa.
Gli esami puntualmente tornavano puliti. E la frase che mi sono sentito ripetere era sempre la stessa: «non è nulla di grave, è ansia». Detta in tanti modi, ma con lo stesso finale: quello che sentivo non aveva un posto dove stare, era senza nome. A un certo punto ho smesso di parlarne. Non perché stessi meglio: perché mi ero stancato di dover convincere qualcuno che stavo male.
Sono un chimico farmaceutico. Ho passato anni sulle molecole, sulle dosi, sui meccanismi con cui un farmaco entra in un corpo e lo modifica, sull'anatomia, sulla biochimica, sulla fisiologia e la patologia. E mi ritrovavo con il mio, di corpo, che non sapevo spiegare e soprattutto non migliorava, anzi... Così ho fatto l'unica cosa che sapevo fare: ho cominciato a studiare me stesso come avrei studiato un problema in laboratorio. Diari, un alimento modificato alla volta, appunti, misure. Ci ho messo anni per ordinare il mio puzzle, dopo molti test e fallimenti, ma non mi sono mai fermato. Ho scoperto che il glutine, per me, era un problema. Ho cambiato il modo di mangiare. Ho imparato a meditare, per mesi, prima che iniziasse a servire a qualcosa.
Poi, tra il 2022 e il 2023, è arrivata la svolta che ha cambiato la mia direzione profonda: la coerenza cardiaca e infine la PNEI, la branca della scienza che mette in comunicazione tutto il corpo, la coscienza contenuta al suo interno con i suoi sentimenti e le sue emozioni, in modo integrato, completo e riunificato. Per la prima volta non stavo inseguendo un sintomo: stavo guardando come il mio corpo si regolava, e fino a quel momento lo stava facendo, purtroppo, discretamente male.
Da lì le cose hanno cominciato a muoversi. In modo costante ma non in linea retta, con periodi in cui tornavo anche un po' indietro. Da allora ho ritrovato, piano piano, una stabilità che prima non c'era. È la mia esperienza, non una regola per tutti.
Quello che mi è rimasto, però, è un'altra cosa: so esattamente come ci si sente quando gli esami dicono che va tutto bene e tu sai che non è per nulla così. So cosa vuol dire smettere di raccontarlo, e continuare a funzionare fuori mentre dentro qualcosa si spegne. È per questo che faccio questo lavoro, che per me è una passione, la mia «missione». Ed è sempre per questo che la prima cosa che faccio con te non è darti una tecnica asettica: è ascoltare quello che nessuno ha ancora messo insieme. Le pratiche ci sono, ma arrivano dopo aver ricomposto il tuo puzzle.
Mi chiamo Andrea Cametti. Prima di essere il mio lavoro, questa è stata la mia vita.
Formazione
Dott. Andrea Cametti, chimico farmaceutico, laureato in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche (CTF).
Ho approfondito:
- farmacologia e biochimica;
- neuroscienze e fisiologia, sistema nervoso autonomo e centrale;
- PNEI;
- neurocardiologia, come area di studio;
- variabilità cardiaca e coerenza.
Incontri e divulgazione
Ciclo «L'Intelligenza del Cuore» all'UPB di Biella.
